venerdì, 28 aprile 2006
"A pensar male si fa peccato, ma..." Ricordate questa celebre frase di Giulio Andreotti? Bene. Oggi per l'ottantasettenne "zio Giulio" comincia l'ultima corsa, quella verso la presidenza del Senato. Una sconfitta di Franco Marini segnerebbe la fine anticipata del centrosinistra e metterebbe sotto gli occhi di tutti la sua incapacità di governare Palazzo Madama e il Paese. Facendo "peccato" si potrebbe pensare che "zio Giulio" abbia accettato l'offerta d'un centrodestra di cui non condivide quasi nulla e d'un leader (Berlusconi) che non stima per vendicarsi. Di chi? Facile: del centrosinistra, dei Ds, del Violante presidente della Commissione Antimafia che interrogò Buscetta e lo fece parlare di Andreotti. Da quel momento, il senatore a vita ha sempre visto Violante come il mandante politico dei suoi guai giudiziari. Ma all'epoca del processo, evitò di parlarne pubblicamente, perché l'avvocato Coppi gli aveva imposto di non accennare mai al "complotto politico" per evitare - disse più o meno - di farLe fare la fine di Craxi. Il penalista pose questa condizione per accettare la difesa e Belzebù, a malincuore, accettò. Ma adesso...
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categoria:politica, berlusconi, senato, andreotti, marini
martedì, 25 aprile 2006
No. La candidatura di Andreotti-Belzebù alla presidenza del Senato non è una cosa seria. Eppure, alle veneranda età di 87 anni mal portati, l'ultimo, vero sopravvissuto della Prima Repubblica, rischia di creare seri problemi all'elezione di Franco Marini al vertice di Palazzo Madama. Riesumato da Berlusconi, per sferrare un nuovo attacco alla "sinistra giustizialista" e alle "toghe rosse" che processarono Andreotti per mafia, nei sogni del Cavaliere, il "sopravvissuto" dovrebbe diventare il classico morto che afferra il vivo...
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categoria:politica, berlusconi, senato, andreotti
sabato, 22 aprile 2006
Una volta Massimo D'Alema liquidò Enrico Berlinguer come "un riformista perdente". Adesso, dopo la fine anticipata della sua ultima corsa, quella per la presidenza della Camera, sarebbe interessante leggere da qualche parte un onesto bilancio dell'azione politica del "lider Maximo". Sconfitto nel 1996, quando (a Gargonza) fece saltare il primo tentativo ulivista del neoeletto Prodi. Sconfitto alla Bicamerale, quando si fece mettere ne sacco da Berlusconi dopo averlo legittimato come padre costituente. Sconfitto da presidente del Consiglio, quando volle fare delle elezioni regionali un referendum su D'Alema. Sconfitto adesso, dopo aver aperto il fuoco amico contro Bertinotti presidente della Camera. Evidentemente, il "lider Maximo", messo di fronte alla minaccia di Rifondazione di passare all'appoggio esterno, non se l'è sentita di assumersi per la seconda volta il ruolo di "boia" del governo Prodi.
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categoria:politica, dalema, dopoelezioni
giovedì, 20 aprile 2006
Nemmeno il verdetto della Cassazione ha convinto Silvio Berlusconi. Il signore di Arcore e i suoi cortigiani continueranno a puntare la pistola dei brogli alla tempia di Prodi. All'estero non farà una bella impressione, e - visto lo stato dei conti - la cosa costerà cara al Paese. Ma il sire di Arcore ha deciso così. Delegittimare chi ha vinto le elezioni servirà per contrattare la resa e per giocare la carta della rivincita alle prossime comunale. Mossa da Caimano? No. Roba da sovversivi.
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categoria:politica, berlusconi, dopoelezioni
mercoledì, 19 aprile 2006
Cominciamo bene! Tra l'uovo della Camera e la gallina del Quirinale, Massimo D'Alema preferisce la presidenza della Camera che Prodi aveva già promesso a Bertinotti. E' il primo scontro pubblico dentro il centrosinistra uscito dalle urne del 9 e 10 aprile. Un bell'inizio, non c'è che dire. La vicenda mi ha fatto venire in mente "Il buon candidato" di Joe Klein, l'autore di "Colori primari", quando perfino il protagonista, un senatore democratico Usa candidato alla presidenza, rimane "senza parole per la stupidità e il cinismo dei giochi di potere" tra i big del suo partito.
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categoria:politica, letteratura, dalema, bertinotti, klein, dopoelezioni
martedì, 18 aprile 2006
Sono passati sette giorni dai risultati elettorali. Sette giorni di bugie. Non è vero che Prodi potrà governare, perché con due senatori di vantaggio non potrà farlo. Non è vero che Berlusconi ha tenuto, perché rispetto alle politiche del 2001, Forza Italia, il suo partito personale, ha perduto quasi due milioni di voti. Anche la storia del "vento del Nord" che soffierebbe sempre a favore del Caimano è una bufala, perché il centrodestra è riuscito a tenersi gran parte del Nord solo grazie ad An (più 2%)e a un ritorno democristiano che ha portato al raddoppio dei voti Udc. Questi i fatti. Ora, siccome il Paese è in ginocchio, chiedere a lor signori di partire dai "fatti" per decidere seriamente sul da farsi mi sembra il minimo. O no?
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categoria:politica, berlusconi, bugie, governo, dopoelezioni
sabato, 15 aprile 2006
Come volevasi dimostrare. Siamo alle prove tecniche d'inciucio. Archiviata la farsa dei "brogli" e della "riconta" dei voti, Berlusconi offre "l'intesa parziale" mentre D'Alema apre al "confronto" sul Quirinale. Dieci anni dopo, sembra la replica degli scambi che portarono alla Bicamerale. Anche allora i due cominciarono a scambiarsi messaggini subito dopo le elezioni. E anche allora (ma in maniera meno stentata di adesso) le aveva vinte Prodi. Speriamo bene...
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categoria:elezioni, berlusconi, dalema, inciucio
giovedì, 13 aprile 2006
E' di nuovo il momento delle cazzate. Berlusconi parla di brogli e Prodi finge di non sapere che non potrà governare con soli due senatori di vantaggio. Complimenti. Scommettete che i pontieri sono già entrati in azione? Che le trattative sotto banco per un bel blocco centrista trasversale ai due Poli sono già cominciate? E' questa la chiave di lettura dell'improvviso silenzio in cui sembra caduto Pierfurbi Casini?
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categoria:politica, berlusconi, prodi
martedì, 11 aprile 2006
Ma come si fa ad andare sul palco alle tre del mattino per proclamare una vittoria che non c'è stata! Come si fa! E senza nemmeno una parola d'autocritica per non essere stati capaci d'imporre un solo tema in campagna elettorale, per essersi messi a fare il tiro a Prodi prima e dopo le primarie, per non essere riusciti a mettere nell'angolo Berlusconi né prima, né durante, né dopo i suoi incredibili cinque anni di governo. Era tanto difficile? No. Ma adesso non ci resta che piangere...
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categoria:politica, elezioni, berlusconi, prodi
lunedì, 10 aprile 2006
Manca un'ora. Solo un'ora all'exit poll con l'avviso di sfratto da Palazzo Chigi. Pare proprio che Berlusconi stiamo per togliercelo dai coglioni. E adesso? Chi sarà il primo a sparare contro Prodi per farlo fuori entro un paio d'anni? L'altra volta provvidero Marini e D'Alema. E adesso?
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categoria:elezioni, berlusconi, exit poll