domenica, 29 luglio 2007
Perché Gianfranco Fini dice che il Partito Democratico è "una grande novità"? Perché sogna la stessa operazione nella Cdl con la fusione An-Forza Italia. La ragione? Semplice. Fini, che non è Sarkò, il potere non vuole conquistarselo. Lo vuole semplicemente ereditare. Ma Silvio Berlusconi, da padre padrone qual è, non vuole nemmeno sentirne parlare.
postato da: felicesaulino alle ore luglio 29, 2007 11:53 | Permalink | commenti
categoria:destra, berlusconi, fini
domenica, 22 luglio 2007
Le conversazioni tra Fassino, Latorre, il lider MAXIMO (D'Alema) e Giovanni Consorte (ex boss di Unipol) vengono rese note grazie a un magistrato di destra. I Ds gridano al complotto. Sarà, ma da quelle parole emerge una cosa: ciò che resta del vecchio Pci è, parafrasando il titolo di un fortunato romanzo della Dumme, "IL RESTO DI NIENTE".
postato da: felicesaulino alle ore luglio 22, 2007 10:51 | Permalink | commenti
categoria:politica, letteratura, fassino, dalema
sabato, 14 luglio 2007
Lunedì scorso, uno dei più noti penalisti italiani muore in circostanze poco chiare. E' Corso Bovio, avvocato milanese, l'avvocato dei giornalisti del Corriere della sera. Bovio è appena tornato da Prato dove aveva un processo, si è chiuso nel suo studio e si è sparato un colpo di pistola. Nessuno tra familiari, collaboratori e colleghi aveva maturato sospetti, nessuno spiegare il perché. E infatti qualcuno sussurra che potrebbe anche non essere stato un suicidio. Ce ne sarebbe abbastanza per scrivere pagine e pagine. Ma non succede nulla. Corso Bovio sparisce dalle cronache di giornali e telegiornali per riapparire solo ieri con poche righe sulla cerimonia funebre. Oggi niente. Perché? Non lo so. Ma l'episodio la dice lunga sullo stato della nostra informazione. Ed è per questo che preferisco scrivere thriller,perché ormai c'è più verità in una onesta fiction che sui nostri giornali.
postato da: felicesaulino alle ore luglio 14, 2007 11:11 | Permalink | commenti
categoria:letteratura, media, informazione, bovio
venerdì, 06 luglio 2007
Rieccolo, Lamberto Dini, il "rospo" che tradì Berlusconi per guidare il governo elettorale che avrebbe inaugurato l'era Prodi, adesso prova a fare il percorso inverso. Ha fatto già sapere che se Prodi abolisce lo scalone pensionistico, lui al Senato gli vota contro. Nella speranza che Berlusconi pur di far fuori il Professore dia via libera a un governo Dini, in attesa della riforma elettorale senza la quale Napolitano non concede lo scioglimento delle Camere.
postato da: felicesaulino alle ore luglio 06, 2007 17:08 | Permalink | commenti
categoria:elezioni, centrosinistra, governo, dini