giovedì, 29 novembre 2007

Ieri sera Massimo D'Alema si è concesso a Otto e mezzo (la trasmissione di Giuliano Ferrara) per volare alto. Anzi, altissimo, nei cieli della politica planetaria. Tony (Blair)? "L'ho visto ieri...". La questione palestinese? "Fui io a spingere Arafat...". Abu Mazen? "E' mio buon amico..." E le questioni di casa nostra? "Qui è facile...." ha premesso con distacco il Lider Maximo...E via a ricordare che lui l'avera detto "in tempi non sospetti, subito dopo le elezioni..." che bisognava dare all'oppozione almeno la presidenza di una delle due Camere. Peccato che Max  abbia dimenticato di ricordare anche il suo tentativo di prendersi prima la presidenza della Camera e poi il Quirinale...E adesso? Adesso è chiaro, lo statista D'Alema punta a mettersi al riparo d'un grande incarico internazionale. Sarebbe la logica conclusione di una carriera costruita sulle sconfitte.

postato da: felicesaulino alle ore novembre 29, 2007 12:26 | Permalink | commenti
categoria:politica, centrosinistra, dalema
giovedì, 22 novembre 2007
Ma c'era bisogno delle intercettazioni telefoniche per sapere che durante il governo Berlusconi Rai e Mediaset trasmettevano a reti unificate quello che serviva al Padrone? Evidentemente no. La situazione era talmente scandalosa che due anni fa decisi di accennarne nel mio romanzo "Exit Poll": "Il leader del centrosinistra spense la tv e scagliò il telecomando sul letto. Quel modo indecente di fare informazione aveva peggiorato il suo umore. Stava andando alle elezioni con tutti i tg nazionali contro...Le iniziative della sua parte politica venivano sistematicamente oscurate...". Allora, adesso,  meraviglia la meraviglia per lo scandalo delle telefonate di Deborah Bergamini, Alessio Gorla, Fabrizio Del Noce, Clemente Mimun, Flavio Catteneo, Bruno Vespa e soci che facevano esattamente questo. Come emerge dalle intercettazioni, loro dovevano oscurare tutto ciò che avrebbe messo in cattiva luce il Capo ed enfatizzare quello che serviva alla sua propaganza. Se c'era da cambiare la programmazione si cambiava il palinsesto, oppure si dava una soffiata a Mediaset perché provvedesse a parare qualche colpo. Il vero scandalo è che dopo la sconfitta elettorale le talpe del Cavaliere siano rimaste quasi tutte a Saxa Rubra, che la Rai del centrosinistra sia più o meno quella di prima. Il vero scandalo è che nessuno affronti una volta per tutte il conflitto d'interessi di Sua Emittenza...Una cosa indegna di qualsiasi paese democratico.
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categoria:politica, informazione, berlusconi, prodi, mediaset
sabato, 17 novembre 2007

"Etica della responsabilità", così il senatore Lamberto Dini continua a parlare del suo voto che ha salvato il governo sulla Finanziaria. Sarebbe interessante approfondire il discorso sull'"etica" di Dini, l'uomo che lasciò Berlusconi per diventare presidente del Consiglio e adesso minaccia di lasciare Prodi per sostenere un governo istituzionale. In nome dell'etica, il nostro nega di voler tornare a Palazzo Chigi e perciò candida alla guida del governo la seconda carica dello Stato, Franco Marini. Non dice, l'astuto Lamberto, che se le cose andassero così, si libererebbe la presidenza del Senato...E, Berlusconi, grato per l'affossamento di Prodi, potrebbe sostenere per Palazzo Madama proprio Dini...

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categoria:politica, centrosinistra, centrodestra, dini
lunedì, 12 novembre 2007
Ormai non passa giorno senza che il Grande Venditore cerchi di piazzare - a reti unificate - le sue patacche: 1- L'imminente caduta del governo, 2- Le elezioni anticipate di primavera che lo riporteranno a Palazzo Chigi. Due patacche, appunto, perché i primi a non volere l'immediata caduta di Prodi per ritrovarsi con altrettanta immediatezza di nuovo Berlusconi tra le palle come premier sono Fini e Casini. E così, se Prodi non cade (E NON CADRÀ) al Senato sulla Finanziaria, per il Cavaliere sarà l'ultima televendita...
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categoria:politica, casini, berlusconi, prodi, fini
mercoledì, 07 novembre 2007
Pressato da un Walter Veltroni che da neosegretario del Pd ha scelto di cavalcare l'ondata emotiva provocata dall'atroce assassinio di Tor di Quinto, il governo ha varato il decreto per "allontanare" i rumeni. Ma così facendo si è infilato in un altro pasticcio. Perché si tratta di cittadini dell'Unione europea e non si può procedere a espulsioni di massa...Di male in peggio...Forse sarebbe stato più utile chiedersi perché in Germania, in Francia e in Spagna, l'ingresso della Romania dell'Ue non ha provocato l'arrivo d'una massa di disperati paragonabile a quella che si è risersata da noi. 
postato da: felicesaulino alle ore novembre 07, 2007 10:45 | Permalink | commenti
categoria:politica, immigrazione, governo, veltroni, partito democratico