venerdì, 26 settembre 2008
Quando la storiaccia dell'Alitalia sarà finita bisognerà anche fare l'elenco delle bugie. Hanno mentito tutti. Berlusconi con la cordata patriottica, Veltroni, Epifani...Ha mentito Bonanni che sta facendo della Cisl il sindacato del centrodestra. Hanno mentito i "salvatori" della Cai, tutti in conflitto d'interessi. I big del capitalismo tariffario pensano solo a incassare, da qui a qualche anno, altre plusvalenze miliardarie. Colaninno e Benetton con Telecom e Autostrade hanno già fatto man bassa, eppure adesso hanno il coraggio di presentarsi come salvatori della patria. Sul Secolo XIX di oggi c'è un'intervista di Massimiliano Lenzi ad Enrico Micheli. Nessuno l'ha ripresa, ma l'ex braccio destro di Prodi (all'Iri e al governo) si dichiara "pentito" delle privatizzazioni in cui ha avuto un ruolo centrale. A cominciare da Telecom e Autostrade che non hanno portato "alcun beneficio" per gli utenti. Istruttivo, no?
martedì, 23 settembre 2008
Basta fare quattro passi per Roma per scoprire che è una città abbandonata: sporca, caotica, senza controlli. Piena di mendicanti, lavavetri e abusivi di tutti i generi. E il sindaco? Non c'è. Alemanno straparla su tutto. Con buona pace del Belli, che evidentemente non ha mai sfogliato, l'ultima uscita si è risolta in un incredibile omaggio alla Roma del papa re. Una cosa ridicola. Ma da quando è stato eletto, e ormai il viaggio di nozze è finito da un pezzo, il successore di Veltroni ha infilato una gaffe dietro l'altra e non ha dato un segno, un solo segno della sua esistenza come amministratore.
giovedì, 18 settembre 2008
E adesso? Sperava Berlusconi di volare nei sondaggi dopo la chiusura della vicenda Alitalia, dopo il passaggio della compagnia di bandiera ai nuovi "capitani coraggiosi" di Colaninno. Invece non è andata così. Resta il dramma di ventimila lavoratori più l'indotto di un'azienda che rischia il fallimento. Scaricare adesso tutte le responsabilità su Cgil e piloti è vergognoso. Vogliamo dimenticare le telefonate di Ermolli a imprenditori (o cosiddetti tali) in pieno conflitto d'interessi ai quali, a nome del Cavaliere, chiedeva di mettere una fiche per l'Alitalia?
lunedì, 15 settembre 2008
Nessuno lo dice, ma Airone è moribonda. La compagnia aerea di Toto è imbottita di debiti e il governo Berlusconi cerca di salvarla inflandola nella trattativa per il cosiddetto salvataggio Alitalia. E' una delle tante porcherie che si nascondono dietro la cosiddetta cordata italiana che dovrebbe gestire la nuova Alitalia depurata da debiti e oneri scaricati sui contribuenti. Eppure solo pochi mesi fa Airone fingeva di contendere ad Air France l'acquisto di Alitalia. Un imbroglio, certo. La cosa tragica è che nessun giornale abbia raccontato questa storiaccia....E che l'opposizione, come al solito, faccia solo generiche dichiarazioni di maniera tipo: "la destra sta affondando l'Italia"
lunedì, 08 settembre 2008
Per anni ci hanno rotto le palle con la superiorità della concorrenza e del libero mercato. Ma adesso il mercato è morto e la sinistra di governo balbetta, non sembra in grado di proporre nulla. Nè il Italia nè altrove. Il superliberista Bush nazionalizza due grandi banche per evitare che la crisi dei mutui travolga tutto e tutti. Intanto il prezzo del greggio scende ma per i consumatori a benzina costa più o meno come prima. E cosa dire di Vodafone e Tim che fanno cartello e cancellano migliaia di contratti senza che nessuna Authority glielo impedisca? Sarebbero occasioni d'oro per il Pd e per Veltroni per proporre qualcosa, una visione del mondo un progetto di governo in grado di tutelare le fasce più deboli....Ma l'ex SuperWalter si limita ad attaccare Artullo Parisi che ha ragione su tutto il fronte.
lunedì, 01 settembre 2008
E' scomparsa anche An. Fini ha trascorso l'estate sott'acqua muto come un pesce...Silenzio istituzionale, dicono i suoi, come si addice alla terza carica dello Stato. Naturalmente è falso. La verità è che l'ex leader della destra italiana ha deciso lo smobilizzo dell'investimento fatto con l'Msi prima e con An poi. Insomma, ha deciso di chiudere la bottega postfascista per vivere di rendita.