venerdì, 31 ottobre 2008
L'offerta Cai per l'Alitalia va formalizzata entro la mezzanotte di oggi. Ma i soci Cai minacciano di far saltare tutto perché non ci sarebbe ancora l'accordo con i sindacati. Dietro questo ennesimo braccio di ferro con le sigle sindacali si nasconde il prezzo per la polpa Alitalia. Cai vuole pagarla 400 milioni di euro, ma la banca Rothschild, incaricata dal commissario Fantozzi di indicare il prezzo, l'avrebbe valutata 900 milioni. Se si considera che i soci Cai sottoscriveranno un capitale di un miliardo e 100 milioni, la conclusione è semplice: la cordata patriottica inventata da Berlusconi, Alitalia la vuole gratis. Non è bastato che il governo scaricasse tutto il passivo: debiti, esuberi ecc. sui contribuenti italiani. Questa è la cultura del capitalismo italiano, un capitalismo che non investe, non rischia, ma vuole fare solo affari. E le privatizzazioni fino ad oggi sono state un grande affare. Basta vedere quello che negli ultimi dieci anni hanno fatto Colaninno, Tronchetti Provera e i Benetton. Guarda caso, sono tutto dentro Cai, che è diventato un vero e proprio album di famiglia. L'album del capitalismo tariffario e finanziario italiano...
domenica, 26 ottobre 2008
Altro che "energumeno tascabile", Renato Brunetta è letteralmente fuori di testa. Il ministro, affetto da incontinenza verbale acuta, non ci risparmia la dichiarazione domenicale e giura che lui firmerà il rinnovo del contratto per gli statali anche senza la Cgil...Ma la trattativa incomincia domani....
lunedì, 20 ottobre 2008
Dietro il "no" di Berlusconi alle misure ambientali concordate dall'Unione europea, c'è (anche) una cambiale pagata al siderurgico Emilio Riva, uno dei sedici "patrioti" chiamati a "salvare" l'Alitalia attraverso la Cai. Riva, uno dei colossi dell'acciaio (25 mila dipendenti), è stato già condannato (2007) per violazione delle norme antinquinamento nell'impianto di Taranto (ex Italisider)...
martedì, 14 ottobre 2008
Sergio Cofferati lascia Bologna con la scusa del bebè e della sua signora che stanno a Genova. Balle. Ma su questo nessun giornale ha cercato di approfondire. Cofferati era già in pista per un secondo mandato da sindaco di Bologna. Per questa ragione - raccontano a Bologna - aveva avviato un giro nei quartieri della città. E qui è arrivata la doccia fredda. L'ex sindacalista ha fiutato il vento, ha colto gli umori e ha capito che non era aria. Gli abitanti della città lo consideravano un estraneo. D'altra parte, non lo vedevano dalle passate elezioni, da quando "Il Cinese" fu catapultato in città per fare - tra l'altro male - il sindaco...
mercoledì, 08 ottobre 2008
Lo spaccone di Arcore è stato costretto a convocare il Consiglio dei ministri per stasera. In mattinata ha avuto un lungo colloquio con Tremonti che gli ha esposto la situazione mentre le Borse continuavano a rotolare. Dopo aver promesso agli italiani che non avrebbero perso "una sola lira", dopo aver detto che il Pese è solido e che lui governerà a colpi di decreti, adesso anche il nostro amato premier è chiamato a fare i conti con il terremoto finanziario...Ne vedremo delle belle. Altro che promesse da spaccone. Intanto l'amico Piepoli regala a Bugiardoni l'ultimo sondaggio favorevole, proprio in coincidenza con i tg di massimo ascolto che dovranno occuparsi del Consiglio dei ministri straordinario. "Secondo gli italiani - assicura Piepoli - siamo governati da un leader che sa decidere..." Auguri.
giovedì, 02 ottobre 2008
Cosa si fa per una poltrona! Da quando è candidato all'ultima poltrona della sua carriera: un posto alla Corte Costituzionale, Luciano Violante non fa altro che leccare il culo a Berlusconi. Da tre mesi a questa parte, l'ex presidente della Camera, l'ex sponsor delle "toghe rosse", l'ex presidente della Commissione Antimafia, l'ex bestia nera di Andreotti ha cambiato parte in commedia. Critica l'Anm, bacchetta la magistratura, strizza l'occhio ad Alfano, l'ex segretario di Berlusconi diventato ministro della Giustizia. Il nuovo Violante parla continuamento di "dialogo" con la maggioranza di governo. Dulcis in fundo, il "piccolo Vishinsky", come lo definì Cossiga, se ne va solo soletto alla festa del Pdl. Per "dialogare", naturalmente, come sostiene oggi in un'intervista al Corriere. Senza vergogna.