sabato, 25 luglio 2009
Se ci fosse l'opposizione, se il Pd. invece di sbranarsi sul segretario e basta, inchiodasse Papi sulle tante bufale rifilate agli italiani in questi mesi di governo? Prendiamo l'Alitalia. Appena tornato a Palazzo Chigi, Burlesconi volle regalarla alla "cordata patriottica" e scaricare sui contribuenti tutti gli oneri del fallimento dell'ex compagnia di bandiera, Bene, sei mesi dopo il decollo, l'Alitalia gestita da Cai va peggio di prima. Voli cancellati, disservizi di ogni tipo e ritardi da brivido che ne fanno (statistiche internazionali) la terzultima compagnia eurpea. Io me ne sono occupato (da giornalista) in un Dossier. E' sul sito www.felicesaulino.it. L'ho fatto perché la cosa mi ha indignato e il flop della nuova Alitalia riguarda tutti (cittadini e contribuenti). Ma l'opposizione che fa? Continua a sperare che Papi cada per via di puttanopoli? Troppo comodo. E poi?
venerdì, 31 ottobre 2008
L'offerta Cai per l'Alitalia va formalizzata entro la mezzanotte di oggi. Ma i soci Cai minacciano di far saltare tutto perché non ci sarebbe ancora l'accordo con i sindacati. Dietro questo ennesimo braccio di ferro con le sigle sindacali si nasconde il prezzo per la polpa Alitalia. Cai vuole pagarla 400 milioni di euro, ma la banca Rothschild, incaricata dal commissario Fantozzi di indicare il prezzo, l'avrebbe valutata 900 milioni. Se si considera che i soci Cai sottoscriveranno un capitale di un miliardo e 100 milioni, la conclusione è semplice: la cordata patriottica inventata da Berlusconi, Alitalia la vuole gratis. Non è bastato che il governo scaricasse tutto il passivo: debiti, esuberi ecc. sui contribuenti italiani. Questa è la cultura del capitalismo italiano, un capitalismo che non investe, non rischia, ma vuole fare solo affari. E le privatizzazioni fino ad oggi sono state un grande affare. Basta vedere quello che negli ultimi dieci anni hanno fatto Colaninno, Tronchetti Provera e i Benetton. Guarda caso, sono tutto dentro Cai, che è diventato un vero e proprio album di famiglia. L'album del capitalismo tariffario e finanziario italiano...
lunedì, 20 ottobre 2008
Dietro il "no" di Berlusconi alle misure ambientali concordate dall'Unione europea, c'è (anche) una cambiale pagata al siderurgico Emilio Riva, uno dei sedici "patrioti" chiamati a "salvare" l'Alitalia attraverso la Cai. Riva, uno dei colossi dell'acciaio (25 mila dipendenti), è stato già condannato (2007) per violazione delle norme antinquinamento nell'impianto di Taranto (ex Italisider)...
venerdì, 26 settembre 2008
Quando la storiaccia dell'Alitalia sarà finita bisognerà anche fare l'elenco delle bugie. Hanno mentito tutti. Berlusconi con la cordata patriottica, Veltroni, Epifani...Ha mentito Bonanni che sta facendo della Cisl il sindacato del centrodestra. Hanno mentito i "salvatori" della Cai, tutti in conflitto d'interessi. I big del capitalismo tariffario pensano solo a incassare, da qui a qualche anno, altre plusvalenze miliardarie. Colaninno e Benetton con Telecom e Autostrade hanno già fatto man bassa, eppure adesso hanno il coraggio di presentarsi come salvatori della patria. Sul Secolo XIX di oggi c'è un'intervista di Massimiliano Lenzi ad Enrico Micheli. Nessuno l'ha ripresa, ma l'ex braccio destro di Prodi (all'Iri e al governo) si dichiara "pentito" delle privatizzazioni in cui ha avuto un ruolo centrale. A cominciare da Telecom e Autostrade che non hanno portato "alcun beneficio" per gli utenti. Istruttivo, no?
giovedì, 18 settembre 2008
E adesso? Sperava Berlusconi di volare nei sondaggi dopo la chiusura della vicenda Alitalia, dopo il passaggio della compagnia di bandiera ai nuovi "capitani coraggiosi" di Colaninno. Invece non è andata così. Resta il dramma di ventimila lavoratori più l'indotto di un'azienda che rischia il fallimento. Scaricare adesso tutte le responsabilità su Cgil e piloti è vergognoso. Vogliamo dimenticare le telefonate di Ermolli a imprenditori (o cosiddetti tali) in pieno conflitto d'interessi ai quali, a nome del Cavaliere, chiedeva di mettere una fiche per l'Alitalia?
martedì, 06 maggio 2008
Il nuovo governo non è ancora nato, ma l'Alitalia rischia di mandarlo subito in picchiata. La cordata patriottica promessa dal piazzista Berlusconi prima del voto non si è ancora materializzata e perfino Bruno Ermolli, l'uomo incaricato di fare la colletta "made in Italy" per salvare la compagnia di bandiera, adesso sembra molto ma molto prudente: "Qualche possibilità di successo la vedo..." Auguri.
sabato, 22 dicembre 2007
La farsa della vendita dell'Alitalia ai francesi è all'ultimo atto. Prodi ha sempre puntato su Air France. Doveva solo far ingoiare il boccone a chi sosteneva Air One o altre cordate. E così, prima ha organizzato una finta gara che - naturalmente - non è andata in porto, poi ha preso tempo per organizzare le cose in modo da far pendere la bilancia a favore di Parigi...A questo punto sarebbe interessante e utile ricostruire la storia dell'ex presidente dell'Iri e attuale (ancora per poco) presidente del Consiglio. Il Professore è stato l'uomo che ha organizzato il più grande spostamento di ricchezza dal pubblico al privato della storia d'Italia. Rispondendo spesso a potentati e interessi che varcano le Alpi. A chi risponde Prodi? Ad alcune grandi banche d'affari internazionali? Alle multinazionali della finanza? Al club di Bieldeberg? Io sto cercando di dare una risposta (romanzesca ma non troppo) in un romanzo. Titolo provvisiorio: "Candidato a perdere".
martedì, 18 settembre 2007
Francesco Rutelli, in arte Cicciobello, è andato in televisione per rivolgere un appello (sic!) agli imprenditori italiani. Con tono accorato ha chiesto di fare qualche proposta d'acquisto per l'Alitalia. Ridicolo. Ma Cicciobello non è un piazzista che fa televendite, il nostro (ahimé) è vicepresidente del Consiglio? E l'Alitalia non è una società pubblica? E non sarebbe compito del governo rendere appetibile la compagnia per qualche imprenditore italiano (ma ce ne sono ancora?) in grado di comprarla e gistirla in maniera decente? Poi dicono che Grillo è un demagogo...
martedì, 30 gennaio 2007
Ma l'Alitalia non faceva schifo? Non era la compagnia aerea peggiore d'Europa? Non era quel mostro che più volava e più perdeva? E allora perché ci sono undici pretendenti alla sua privatizzazione? E chi si nasconde dietro la Benstar, società d'investimenti con sede nelle isole vergini? Chi non si nasconde è invece Carlo De Benedetti, l'editore di Repubblica e dell'Espresso. Non a caso i suoi giornali sono diventati più morbidi con Prodi. Perché - è il caso di dirlo - con Prodi si vola...
venerdì, 29 dicembre 2006
Non è andato male Romano Prodi nella conferenza stampa di fine anno. Non ha balbettato. Ha schivato le poche, pochissime domande che avrebbero potuto metterlo in difficoltà. Ma la caccia al Professore è cominciata da tempo e i Grandi giornali (si fa per dire) vi partecipano in nome e per conto dei loro (si fa per dire) editori. Tanto per fare un esempio, La Repubblica dell'Ingegner De Benedetti considera "evasivo" e "generico" il discorso di fine anno, ecc, ecc. Nessuno lo dice ma la sopravvivenza del Professore a Palazzo Chigi è legata alla privatizzazione dell'Alitalia per la quale sono in corsa tutti gli imprenditori che adesso puntano alla spallata, che poi sono i padroni dei giornali e gli sponsor dei vari Rutelli, Veltroni, Casini e soci. Insomma, il destino di Prodi è legato alla svendita dell'Alitalia. Se il Prof. mette le ali potrebbe diventare meno "evasivo" e "generico" e restare ancora un po' a Palazzo Chigi.