Lunedì scorso, uno dei più noti penalisti italiani muore in circostanze poco chiare. E' Corso Bovio, avvocato milanese, l'avvocato dei giornalisti del Corriere della sera. Bovio è appena tornato da Prato dove aveva un processo, si è chiuso nel suo studio e si è sparato un colpo di pistola. Nessuno tra familiari, collaboratori e colleghi aveva maturato sospetti, nessuno spiegare il perché. E infatti qualcuno sussurra che potrebbe anche non essere stato un suicidio. Ce ne sarebbe abbastanza per scrivere pagine e pagine. Ma non succede nulla. Corso Bovio sparisce dalle cronache di giornali e telegiornali per riapparire solo ieri con poche righe sulla cerimonia funebre. Oggi niente. Perché? Non lo so. Ma l'episodio la dice lunga sullo stato della nostra informazione. Ed è per questo che preferisco scrivere thriller,perché ormai c'è più verità in una onesta fiction che sui nostri giornali.
postato da: felicesaulino alle ore luglio 14, 2007 11:11 | Permalink | commenti
categoria:letteratura, media, informazione, bovio
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