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lunedì, 30 marzo 2009
I quotidiani di oggi sono pieni di articoli sulla fronda di Fini all'interno del Pdl, "il Partito del leader", o - meglio - il partito del padrone. E' una balla. Nei partiti contano solo i rapporti di forza. E nel Pdl questi sono chiarissimi: 70% dei posti chiave agli ex di Forza Italia e solo il 30 a quelli di An, che poi - vedi Gasparri, La Russa e gli ex colonnelli di Fini- sono quasi tutti berlusconiani. Ciliegina sulla torta, gli organi dirigenti verranno nominati. Da chi? Da Burlesconi. Naturalmente. Vogliamo parlare ancora del ruolo di Fini?
lunedì, 23 marzo 2009
Pagine su pagine di quotidiani sulla fine di An e sul discorso di Fini che tira una stoccata a Berlusconi: "No al pensiero unico". Cazzate. Perché poi è lo stesso Fini a comportarsi da maggiordomo e a precisare che quelli del suo ex partito devono andarsene buoni buoni "tutti" nel Pdl e "senza correnti". Adesso resta da vedere se a fine marzo il sultano Berlusconi imporrà al Pdl un'investitura per acclamazione. Insomma, senza un voto. Ma, si sa, Burlesconi è allergico a qualsiasi forma di democrazia.
martedì, 10 marzo 2009
Per recuperare qualche voto di sinistra al Pd che frana Franceschini ha lanciato lo spot sull'assegno di disoccupazione e Berlusconi gli ha risposto con lo spottone sull'edilizia. La battaglia politica (si fa per dire) va avanti tra uno spot e l'altro. Senza vergogna e, soprattutto, senza un progetto per il futuro.
domenica, 11 gennaio 2009
Ex leader d'un partito (AN) che Burlesconi gli ha prima comprato e poi svuotato, Gianfranco Fini ha deciso di giocarsi l'ultima a carta che ha in mano: il ruolo istituzionale. E così dalla presidenza della Camera ha imboccato il cammino per nuove poltrone (da Palazzo Chigi al Quirinale) da conquistare (si fa per dire) con l'appoggio di ciò che resterà dell'attuale Pd veltroniano. Un'operazione del genere, presuppone però una completa rigenerazione democratica. Infatti l'ex segretario del postfascista Msi si è messo a condannare prima il fascismo e poi la Chiesa di Pio XII, che chiuse gli occhi di fronte alle leggi razziali. Dulcis in fundo, il "compagno" Fini, dopo aver accettato tutto, ma proprio tutto da Berlusconi, ieri ha lanciato una proposta di riforma della giustizia che anche Veltroni potrebbe sottoscrivere. Senza vergogna? Sì, proprio senza vergogna.
lunedì, 01 settembre 2008
E' scomparsa anche An. Fini ha trascorso l'estate sott'acqua muto come un pesce...Silenzio istituzionale, dicono i suoi, come si addice alla terza carica dello Stato. Naturalmente è falso. La verità è che l'ex leader della destra italiana ha deciso lo smobilizzo dell'investimento fatto con l'Msi prima e con An poi. Insomma, ha deciso di chiudere la bottega postfascista per vivere di rendita.
sabato, 14 giugno 2008
Nato male e cresciuto peggio, il Pd è già sull'orlo della scissione. Il Lider Maximo (D'Alema) si è messo già a rastrellare parlamentari (Pd) per il suo partito ombra (Italianieuropei), Cicciobello (Rutelli) ha già chiamato a raccolta i margheritini, Famiglia Cristiana ha già invitato i cattolici del Pd a rompere le righe. E la scissione ci sarebbe già stata se non ci fosse l'intralcio delle elezioni europee del 2009...Intanto nel Parlamento italiano l'opposizione è inesistente e l'ex SuperWalter (Veltroni) si appresta a digerire anche porcate come la legge sulle interecettazioni e provvedimenti ridicoli come i 2.500 (dieci per città?) militari armati chiamati a pattugiare le strade...
lunedì, 19 maggio 2008
Travestito da statista, Berlusconi si fa rappresentare (dai media italiani) come l'uomo della Provvidenza. L'uomo del fare, l'uomo che ha fretta di risolvere il problema della monnezza a Napoli, l'uomo che caccerà i rom dal Paese, l'uomo che rimetterà in sesto l'Alitalia. Chi lo ha votato continua a credere che lui possa essere seriamente l'uomo della Provvidenza, che problemi difficili possano trovare soluzioni semplici, che i muscoli possano sostituire il cervello. Gasati dal successo elettorale, certi ministri straparlano e fuori dai ristretti confini nazionali Berlusconi viene di nuovo rappresentato come "Burlesconi". Gli spagnoli già hanno cominciato a prenderci di mira accusandoci di razzismo...Al primo morto, la farsa si trasformerà in tragedia. Allora sì che non ci resterà che sperare nella PROVVIDENZA...
mercoledì, 23 aprile 2008
Dopo aver deciso di presentarsi alle elezioni nel Pdl del padrone Berlusconi e senza il simbolo di An, Gianfranco Fini ha lasciato per strada un buon 20% dei suoi voti. Perciò adesso non conta più un cazzo. Bossi fa sapere che lui non va a nessun vertice e tratta (da solo) direttamente con il Cavaliere. Formigoni lo manda a quel paese e fa sapere che An non ha alcun titolo per decidere che cosa farà da grande. Così Fini, ridotto ormai all'irrilevanza, fa sapere che quando siederà sulla poltrona di presidente della Camera lascerà An a un commissario liquidatore. Per dovere istituzionale. Naturalmente....
venerdì, 18 aprile 2008
La cordata patriottica per l'Alitalia? Già sparita. Il nuovo governo tratterà con Air France. La paura per i comunisti? Sparita di nuovo anche quella. Il primo incontro internazionale dopo la vittoria elettorale, Silvio Berlusconi lo ha fatto con l'amico Putin, un "comunista" che viene dal Kgb ma con cui Bugiardoni ha sempre parlato volentieri. Di affari. Detto questo, bisogna ammettere che il Cav è proprio bravo, per la terza volta ha preso per il culo la maggioranza degli italiani.
venerdì, 11 aprile 2008
Secondo il tam-tam del Palazzo ci sarebbe un buon dieci per cento di elettori che domenica prossima andrà a votare ma non ha ancora deciso per chi. Sempre secondo il tam-tam del Palazzo, la destra di Storace e gli orfani di Fini consegnerebbero il Lazio al Pd. Ora, siccome al Senato il premio di maggioranza scatta su base regionale, Burlesconi rischia di avere molti voti ma una risicata maggioranza a Palazzo Madama. Se poi l'Udc di Casini riuscisse a portare a casa qualche senatore in un paio di regioni...l'ex datore di lavoro del mafioso Mangano, potrebbe fare la fine di Prodi. E così la legge elettorale "porcata" , secondo l'ormai celebre definizione del firmatario Calderoli, rischia di ritorcersi contro Burlesconi e il Pdl. Eppure è stato proprio il Cavaliere a rifiutarsi di sostituire la "porcata" e a far naufragare il governo Marini. La ragione? L'ultrasettantenne Burlesconi aveva bisogno di andare subito alle elezioni. Prima che i leader (si fa per dire) del centrodestra si mettessero d'accordo per farlo fuori. Esattamente come aveva già fatto Veltroni con il quasi settantenne Romano Prodi.