lunedì, 02 aprile 2007
Ribattezzato il "Tronchetto dell'infelicità", il marito di Afef si è preso la sua rivincita. Subito dopo l'annuncio della tattativa per vendere agli americani, il titolo Telecom ha preso letteralmente il volo in Borsa. La rimonta di Tonchetti Provera ha del miracoloso: è riuscito a nascondere per anni la pessima gestione di Telecom, è riuscito a passare indenne attraverso lo scandalo dello spionaggio Telecom di cui era azionista e presidente, è riuscito a conservare la vicepresidenza della Confindustria e adesso è riuscito perfino a far partire l'asta per vendere Telecom al miglior offerente. La cosa divertente è che fino ad ora nessuno gli ha presentato il conto...Nessuno, dico nessuno, ha fatto sapere per esempio al presidente della Confindustria, l'ineffabile Luca di Montezemolo, che fino a quando si teneva come vice uno come Tronchetti non aveva titolo per dare lezioncine a nessuno...Invece Luca continua ad alzare il ditino pr attaccare governo, partiti e sindacati...
martedì, 19 dicembre 2006
"Libera e bella", al secolo Luca Cordero di Montezemolo, entrerà in politica. Il soprannome se lo conquistò molti anni fa, per via del capello lungo morbidamente esposto al vento che ricordava lo spot di un noto shampo. Aspira al posto di Berlusconi, appena operato al cuore negli Usa, come leader del centrodestra. Ma sarà prima di tutto il leader del partito della Confindustria. La Confindustria del vicepresidente Tronchetti Provera che è rimasto dov'era anche se la sua azienda (Telecom) è stata protagonista del maggior spionaggio illegale della storia del Paese. La Confindustria di Benetton e dei signori delle Autostrade che incassano gli aumenti dei pedaggi, si dividono grossi dividendi e accumulano tre miliardi di euro di lavori arretrati sulla rete. "Libera e bella" è anche presidente della Fieg, la federazione degli editori di giornali, quelli che vogliono scardinare il contratto nazionale dei giornalisti e hanno riempito le redazioni di precari, pagati spesso otto (sì, otto) euro a pezzo...
martedì, 01 agosto 2006
La Sardegna è un'isola sotto sequestro. Airone, la compagnia aerea privata che dovrebbe garantire i collegamenti con il Nord dell'isola (in esclusiva) e con il Sud (dove ha sostituito Alitalia) è al collasso. Negli ultimi tre giorni ha cancellato 87 voli lasciando a terra quasi 9.000 passeggeri. Naturalmente Airone incassa i contributi pubblici per la cosiddetta "continuità territoriale". La cosa assurda è che si tratta della prima compagnia aerea privata italiana: 25 per cento del mercato. Ovviamente l'incazzatura è tanta, ma nessuno fa nulla. Anzi, l'inneffabile presidente della Confindustria in un'intervista al Wall Street Journal se la prende con il governo perché farebbe troppo poco per le "liberalizzazioni" e non mostrerebbe la necessaria sensibilità al mercato. Se il modello delle nostre privatizzazioni è quello offerto da Airone o dalla Società Autostrade, ci vuole la faccia come il culo per parlare come Montezemolo...