Missione compiuta. Il "caso Schifani" è diventato il "caso Travaglio". L'accusatore è diventato accusato. E tutto questo per merito di Giuseppe D'Avanzo che su Repubblica (non su Libero o sul Giornale) ha cercato di riempire di merda Marco Travaglio, colpevole d'aver raccontato in Tv di vecchi rapporti d'affari dell'attuale presidente del Senato con alcuni mafiosi. Questo è bastato a D'Avanzo per mettere in discussione il "metodo Traglio" e massacrarlo. Prima, ricordandogli d'aver scritto per un giornale di destra come Il Borghese, poi insinuando d'una vacanza siciliana a spese d' un mafioso. Travaglio ha spiegato che la vacanza in Sicilia la pagò di tasca sua e che aveva solo chiesto un indirizzo a Giuseppe Ciuro, all'epoca maresciallo della Dia (l'Antimafia) e poi condannato per le informazioni date a Michele Aiello, il boss della sanità siciliana condannato a 14 anni per associazione a delinquere di stampo mafioso. Ma tutto questo non è servito a ripulire la sua immagine. Infatti oggi Travaglio viene messo in prima pagina per quella vacanza, come titola il Corriere, "con la talpa di un presunto mafioso". Missione compiuta. Ho lavorato con Peppe D'Avanzo, prima a Repubblica e poi al Corriere, dove lo portò Cesare Romiti contando sui buoni rapporti vantati dal nostro con la Procura di Milano da cui era indagato. Infatti D'Avanzo esordì sul Corriere con un'intervistona di due pagine a Gherardo Colombo. Per il resto non ci siamo mai frequentati. Io cercavo di fare (bene o male) il giornalista, lui ha sempre preferito fare un altro mestiere. Il "metodo D'Avanzo", appunto.
postato da: felicesaulino alle ore maggio 15, 2008 11:34 | Permalink | commenti (1)
categoria:politica, schifani, informazione, travaglio, davanzo
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